Nuovo Decreto Requisiti Minimi 2025: Guida all’Obbligo BACS e alla Sostenibilità degli Investimenti

Recepimento EPBD III: un traguardo normativo atteso

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n° 283 del 5 dicembre 2025) del Decreto Interministeriale 28 ottobre 2025 segna la conclusione di un iter legislativo durato quasi otto anni. Questo provvedimento aggiorna finalmente il quadro dei requisiti minimi di prestazione energetica, recependo integralmente la Direttiva Europea 2018/844 (EPBD III). Il nuovo testo non è solo un atto formale, ma un adeguamento necessario allo stato dell’arte tecnologico, che punta a rafforzare la sicurezza energetica nazionale riducendo la dipendenza dalle fonti fossili. L’entrata in vigore ufficiale è fissata per il 3 giugno 2026, concedendo a professionisti e imprese un periodo di 180 giorni per allinearsi alle nuove prescrizioni tecniche.

Obbligo BACS: i nuovi parametri per il non residenziale

Il cuore pulsante della riforma riguarda l’installazione dei sistemi BACS (Building Automation and Control Systems). Il Decreto impone l’adozione di sistemi di automazione di Classe B o superiore (secondo la norma UNI EN ISO 52120-1) per tutti gli edifici ad uso non residenziale dotati di impianti termici con potenza nominale superiore a 290 kW. A differenza del passato, questa prescrizione non si limita alle nuove costruzioni, ma si estende in modo capillare:

  • Edifici di nuova costruzione nel settore terziario;
  • Ristrutturazioni importanti di primo livello;
  • Interventi di riqualificazione energetica (inclusi i semplici cambi di generatore);
  • Impianti esistenti che superano la soglia di potenza, rendendo l’automazione uno standard di gestione imprescindibile.

Il vincolo della fattibilità economica e il limite dei 6 anni

L’obbligo di installazione dei sistemi BACS è vincolato a un preciso parametro di sostenibilità economica. Il Decreto stabilisce che l’intervento è obbligatorio solo se garantisce un tempo di ritorno semplice (SPBT – Simple Pay-Back Time) inferiore a 6 anni. È fondamentale notare che questo calcolo deve essere effettuato al netto di incentivi o benefici fiscali, basandosi esclusivamente sul risparmio energetico generato. Qualora il progettista ritenga che l’investimento non rientri in questo arco temporale, dovrà fornire una motivazione tecnica dettagliata all’interno della relazione energetica, assumendosi la piena responsabilità professionale dell’asseverazione.

Smart Readiness Indicator (SRI): la valutazione dell’intelligenza

Il Decreto introduce e promuove l’adozione dello Smart Readiness Indicator (SRI), un parametro europeo che misura il “grado di intelligenza” di un immobile. L’SRI valuta la capacità dell’edificio di interagire con gli occupanti e con la rete elettrica (smart grid), ottimizzando i carichi energetici in tempo reale. A partire dalla seconda metà del 2027, questo indicatore diventerà un requisito centrale per gli edifici non residenziali con impianti sopra i 290 kW. I sistemi BACS di Classe B rappresentano l’infrastruttura tecnologica abilitante per ottenere punteggi elevati, garantendo una gestione dinamica di climatizzazione, ventilazione e illuminazione.

Analisi del ritorno dell’investimento (PBT) e risparmi attesi

L’adozione di tecnologie di automazione non deve essere vista solo come un onere burocratico, ma come un’opportunità di efficientamento operativo. Studi di settore, come l’Energy Efficiency Report 2025 del Politecnico di Milano, dimostrano che:

  • L’installazione di BACS nel terziario garantisce mediamente un risparmio energetico del 30-35%;
  • Il tempo di ritorno dell’investimento è quasi sempre inferiore ai 5 anni per edifici commerciali e uffici;
  • L’integrazione con incentivi come il Conto Termico 3.0 può ridurre drasticamente il rientro reale dei costi;
  • Il miglioramento della classe energetica dell’edificio ne aumenta il valore di mercato e l’appetibilità per i grandi locatari.

Il ruolo critico del progettista e le nuove responsabilità

Con l’entrata in vigore del Decreto a giugno 2026, il progettista diventa il garante della transizione digitale dell’edificio. Non si tratta più solo di calcolare trasmittanze, ma di progettare l’integrazione tra impianti meccanici ed elettronici. La mancata installazione dei BACS deve essere supportata da una diagnosi energetica che dimostri l’eventuale superamento della soglia dei 6 anni di PBT. In caso contrario, l’omissione espone il committente a sanzioni e il professionista a contestazioni sulla conformità delle opere. Il futuro dell’edilizia italiana passa dunque per edifici “connessi”, capaci di auto-regolarsi per massimizzare il comfort e minimizzare l’impatto ambientale.

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